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San Lazzaro al Valloncello


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Per Informazioni Turistiche

Ufficio informazioni di Cascia
Piazza Garibaldi 1
Tel.: 0743.71147 - Fax: 0743.76630
Email: info@lavalnerina.it 

Descrizione

Le origini del lebbrosario, del quale alcune parti sono ancora visibili nel paese di San Lazzaro al Valloncello, risalgono, secondo la tradizione, al 24 settembre 1218, data in cui un certo Razzardo di Roccapazza donò una vasta area di terra, parte coltivata e parte a pascolo, per erigervi una chiesa ed un ospedale per i lebbrosi, riservandosi il diritto di pascolarvi il suo bestiame. Su tale donazione e sulla decisione dei massari di Roccapazza a contribuire all`edificazione dell`ospedale dovette probabilmente influire la diffusione dell`ideologia francescana.

La tradizione locale vuole invece lo stesso San Francesco quale fondatore del lazzaretto. Da una pergamena dell`Archivio Comunale di Norcia del 1342 si ricavano alcune notizie in merito all`ospedale. I ricoverati avevano la possibilità di vivere con le famiglie; l`unica limitazione imposta ai lebbrosi era quella di non poter più lasciare il lazzaretto. Un antico privilegio dava ai superiori dell`ospedale l`autorità di far ricoverare i malati di lebbra delle diocesi di Spoleto, Camerino ed Ascoli, anche se i parenti si opponevano. Questo privilegio fu riconfermato da Eugenio IV nel 1432.

Nel 1449 l`ospedale fu affidato alla Comunità di Norcia. Trovandosi in difficoltà finanziarie gli fu concessa (1452) la facoltà di questuare in tutto lo stato ecclesiastico. Furono inviati cerretani, abili in questo mestiere, per i vescovati e per le province. Lo spazio di raccolta era vastissimo: essi si spingevano fino a Milano e a Venezia. Nel T490 Innocenzo VIlI decretò la soppressione del Lazzaretto, poiché andavano sparendo i casi di lebbra. Si ritiene che l`ubicazione del lebbrosario sia in rapporto con l`isolamento naturale del luogo e con la presenza di acque sulfuree, a Bagni di Triponzo.

La Chiesa di San Lazzaro al Valloncello e l`ospedale per lebbrosi furono affidati nel 1218 ai monaci dell`Abbazia di Sant`Eutizio; nel sec. XIV ai frati minori; nel 1572 all`ordine del SS. Maurizio e Lazzaro che lo dava in commenda ai suoi cavalieri.

Il complesso è oggi in gran parte alterato da interventi successivi, ma sono ancora riconoscibili le due navate originali coperte da volte ogivali a crociera con costoloni confluenti su un pilastro cilindrico centrale. Solo una piccola parte è oggi adibita a chiesa; all`altar maggiore Madonna con Bambino e Santi, tela del sec. XVII.



Come arrivare

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