Scelta lingua:    
           Home >> Territorio - Da vedere -Dettaglio
Da vedere

I Luoghi del Sacro




Abbazia dei Santi Felice e Mauro


Fraz. Castel San Felice - Sant`Anatolia di Narco

Per Informazioni Turistiche

Ufficio informazioni di Cascia
Piazza Garibaldi 1
Tel.: 0743.71147 - Fax: 0743.76630
Email: info@lavalnerina.it 

Descrizione

La storia dell`Abbazia dei Santi Felice e Mauro è inscindibilmente legata al vicino centro di Castel San Felice e può essere schematizzata in tre fasi: la prima di carattere eremitico, come ancora ricordano le grotte nei pressi del fiume; la seconda, si identifica con la Chiesa di S. Felice di Narco, sec XII, ma il primo insediamento fu, forse, un monastero edificato nel sec. VI da Mauro di Siria e dedicato al figlio Felice; la fase successiva è costituita dal castello come denuncia anche la sua stessa denominazione, derivante dalla vicina Chiesa.

E` tradizione che fin dall`alto Medioevo sarebbe esistito un cenobio fondato da S. Mauro di Siria, padre di S. Felice. Fu, in seguito, centro religioso di notevole importanza. L`attuale Abbazia dei Santi Felice e Mauro fu costruita circa nel 1190. Si trattò un`integrale rifacimento di un edificio religioso preesistente sorto ad opera dei benedettini dopo la bonifica dalle circostanti paludi, cui si riferisce la leggenda di S. Felice magnificamente rappresentata nel bassorilievo posto sul fronte della chiesa al di sotto del rosone.

La facciata costituisce uno degli esempi migliori dell`architettura romanica spoletina nella sua seconda fase, adorna di mosaici cosmateschi romani, presenta una triplice partizione verticale e orizzontale.

Fra i più interessanti esempi della scultura romanica umbra sono il rosone a doppia corolla con i simboli evangelici, delimitato da cornici scolpite a motivi geometrici un tempo decorate con tessere policrome, i rilievi sottostanti che raffigurano le storie di S. Felice (da destra: risuscita il figlio della vedova, l`Angelo guida i Santi, s. Felice uccide il drago), e l`Agnus Dei nel timpano, d`epoca medievale, secondo la tradizione orale lo sguardo dell`Agnello indicherebbe il luogo dove è sepolto un tesoro. Al lato del rosone due piccole bifore con colonnine a tortiglia. All`estremità superiore dei muri laterali è caratteristico il rialzo in conci forato da archetti, che ha la funzione di proteggere il tetto (archetti pensili). Il portale è a doppia ghiera.

L`interno dell`Abbazia dei Santi Felice e Mauro è una sola navata con presbiterio sopraelevato, delimitato da plutei cosmateschi, e cripta biabsidata in cui si conserva il sarcofago che la tradizione attribuisce al Santo titolare. Fra gli affreschi, particolarmente degni di nota: Adorazione dei Magi di un piacevole pittore tardogotico della prima metà del sec. XV e, nell`abside, Cristo benedicente e Angeli del Maestro di Eggi, databile tra il 1440 e il 1450. La parte in fondo (presbiterio), rialzata, era riservata alla liturgia monastica: dagli amboni laterali adorni di mosaici a labirinto, il monaco leggeva al popolo la Bibbia. Nella piccola abside, in fondo, Cristo Maestro tra Angeli atterriti, affresco del sec. XIV di influsso orientale.

Sotto al presbiterio si apre la cripta, o ipogeo dei sepolcri dei Santi eremiti. Vi si scende per due rampe laterali di gradini. E` a due navatelle con volte a crociera semplice sostenute da un`unica colonna centrale e quattro piccole feritoie. Al centro è il sarcofago in pietra rosata contenente i resti di Felice, Mauro e la nutrice siriaca.