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I Luoghi del Sacro




Chiesa ed ex-Convento di San Francesco


Monteleone di Spoleto

Per Informazioni Turistiche

Ufficio informazioni di Cascia
Piazza Garibaldi 1
Tel.: 0743.71147 - Fax: 0743.76630
Email: info@lavalnerina.it 

Descrizione

Addossata alle mura dell’antica Rocca di Brufa, oggi Monteleone di Spoleto, edificata nell’880 da Attone, i monaci benedettini fondarono la Chiesa di Santa Maria. Devastata già dai saraceni alla fine del IX secolo, fu poi distrutta nel 1228 dalle milizie di Federico II. In seguito Spoleto concesse ai discendenti di Attone, i Tiberti, di ricostruire e governare il castello di “Mons Leonis” e la “Terra Tibertesca”, in cambio del pagamento dell’imposta del fodrum. Nel 1280, all’ordine dei benedettini successe quello dei francescani. Quest’ultimi intitolarono l’antica Chiesa a San Francesco e alla Madonna Assunta e fondarono inoltre il primo convento.

Verso la fine del Trecento la Chiesa venne divisa a metà, in altezza, da robuste volte. Il pavimento fu così portato a livello del terreno e a nord il portico laterale fu sostituito con la facciata e lo splendido portale.  La Chiesa inferiore fu dedicata ai SS. Antonio Abate e Antonio da Padova.

Nello stesso periodo l`edificio venne inoltre ampliato con la costruzione della navata minore, della parete laterale destra e della facciata con l’imponente portale esterno, in pietra peperino, duro e lucido. Quest’ultimo è opera originale romano-gotica delle maestranze monteleonesi, “scalpellini, tagliapietre et maestri di cucchiara”, e lombarde delle “Corporazioni di ingegno”. Esso presenta un ordinamento scultoreo minuzioso ed è considerato il più ricco portale francescano della Valnerina.

 Gli sguanci del portale sono composti da sei fasce: la più esterna, a stelle esagonali a punta di diamante, continua in tre esili colonne tortili intervallate da insenature concave; le ultime due, decorano gli stipiti che poggiano su due leoni recanti cibo ai cuccioli. Le colonne e le cornici continuano per tutta l’ogiva ai cui estremi sporgono due grandi leoni, simboli presumibilmente di giustizia, che riportano all’epoca medievale quando le cause di giurisdizione civile ed ecclesiastica venivano discusse e risolte sui sagrati delle chiese, davanti ai portali incorniciati da leoni di pietra, ed i giudizi venivano formulati ed emessi secondo la formula “inter leones et coram populo”, ovvero tra i leoni ed il popolo riunito in assemblea. Il portale è ricco di simboli animali e vegetali, alcuni di essi allusivi alle lotte fratricide tra guelfi e ghibellini che insanguinarono la regione, ed altri riferiti al Cristo

Sul fianco destro i possenti contrafforti con finali scolpiti conferiscono alla Chiesa di San Francesco un carattere di luogo fortificato, accentuato anche dalla sua giacitura e dalla vicinanza alla porta del castello di Monteleone di Spoleto, lungo le mura.

All’interno della Chiesa, che presenta una navata centrale con il soffitto a cassettoni realizzato nel XVIII secolo e una laterale più piccola con possenti pilastri e archi ogivali, numerose sono le opere d’arte. Sulla controfacciata di sinistra, la cantoria cinquecentesca. Lungo la parete di sinistra della navata la statua lignea raffigurante Sant’Antonio Abate, protettore del bestiame e difensore dal fuoco, di notevole prestigio data l’importanza della scultura lignea nel territorio. In una cornice di finto mosaico, resti di un affresco degli inizi del Quattrocento raffigurante la Madonna del Voto, o della Misericordia. Vi è poi l’altare barocco dedicato a San Felice, con in basso l’elaborata urna lignea del martire. A destra una quattrocentesca Dormitio Mariae cui assistono gli Apostoli, sotto, la Madonna della Quercia, protettrice dalla peste.  A fianco della finestra gotica, ereditata dalla precedente chiesa, resti di Crocifissione tra Maria e Giovanni, della fine del Trecento. Nel Cinquecento vi fu sovrapposta una “Madonna del latte”. Segue, in alto, un ciclo di affreschi raffiguranti vari Santi.

A destra della porta che immette al chiostro vi è una pala d’altare del Seicento in cui si può ammirare una Madonna con Bambino tra i SS. Francesco da Paola e Gaetano da Thiene. Tra le altre tele, quella raffigurante l’Annunciazione, dipinta da Antonio Masucci nel 1723  proveniente dalla Chiesa di San Nicola e, la tela di San Nicola da Bari, protettore di Monteleone. Di fianco, l’altare dedicato a Sant’Antonio da Padova.

Sull’arco tra le due navate, un tabernacolo in pietra del Seicento, con fini bassorilievi, trasformato in custodia del sacro crisma. Sull’altare di fondo della navata destra è possibile ammirare un crocifisso ligneo, risalente al Quattrocento, fra Maria e Giovanni.

Sulla controfacciata di destra è possibile apprezzare una grande tela della Immacolata Concezione con i SS. Giovanni Battista, Giuseppe, Nicola da Bari e Anna, madre della Vergine. Murata nell’arco divisorio un’acquasantiera con una Maddalena longobarda o romanica e il vaso dei profumi.

In seguito al terremoto del 1703 il soffitto a capriate fu coperto da un contro-soffitto dipinto a cassettoni opera di Giuseppe Frigeri da Norcia nel 1760.  Nella sacrestia vi sono tre pregevoli tele che raffigurano rispettivamente l’Agonia nel Getsemani, l’Incoronazione di spine e la Sacra Famiglia.

Nella Chiesa inferiore vi sono numerosi affreschi tra cui la Madonna della Misericordia  in atto di proteggere sotto il suo manto il popolo del castello accompagnata da una teoria Santi, tra cui Antonio Abate, Martino, Caterina e Agostino. Di notevole interesse artistico è il Battesimo di Gesù nelle acque del Giordano del Trecento

Nel prosieguo della navata, un tempo adibita a cimitero, oggi a “teatrino”, un magnifico arcosolio del Trecento con Madonna in trono e Bambino benedicente tra San Francesco e Santa Margherita regina di Scozia. Dietro, due angeli sostengono una rossa cortina. Nell’antico oratorio, o cappella per le veglie funebri, è conservato in una nicchia un accigliato Cristo Giudice con la croce e gli strumenti della Passione, a sinistra Maria implora clemenza mostrando al figlio il seno che lo allattò e a destra San Giovanni Battista

Nel complesso di San Francesco è conservata una copia dell’antica Biga bronzea di fattura etrusca della I metà del VI secolo  a.C., rinvenuta in un tumulo in località Colle del Capitano. La Biga originale, di notevole importanza storica ed artistica, è oggi esposta al Metropolitan Museum di New York.



Come arrivare

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Galleria Fotografica

Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
La Navata della Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Il portico interno - Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Agostino Masucci (1723), Annunciazione - Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Madonna con Bambino - Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
La Madonna del Soccorso - Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
La Madonna del Latte- Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Pittore del XVII sec., Cristo nel Pretorio, Chiesa di San Francesco, Monteleone di Spoleto
Pittore del XVII sec., Agonia del Gethsemani, Chiesa di San Francesco, Monteleone di Spoleto
Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Pittore del XV sec., Cristo Giudice, Chiesa inferiore dedicata a Sant`Antonio, Monteleone di Spoleto
Agostino Masucci (1723), Annunciazione - Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Monteleone di Spoleto, Chiesa di San Francesco - Battesimo nel Giordano
Da Raffaello (sec. XVI), Sacra Famiglia, Monteleone di Spoleto, Chiesa di San Francesco
Madonna di Loreto con Bambino (1528) - Chiesa di San Francesco - Monteleone di Spoleto
Pittore del XV sec., Cristo Re e Sacerdote, Chiesa di San Francesco, Monteleone di Spoleto


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Monteleone di Spoleto.pdf.
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